Noi, startup ad alto potenziale nel network di Endeavor

0
1988
Endeavor

Da Talent Garden a Mosaicoon. Ecco le 9 imprese italiane entrate in Endeavor, il network internazionale che supporta le (ex) startup ad alto potenziale e le aiuta a scalare più rapidamente.

Realtà imprenditoriali in grado di conquistare i mercati stranieri. Sono le ex startup, oggi imprese, entrate nel network di Endeavor Italia dal 2016. Un’organizzazione non profit che aiuta gli imprenditori “ad alto potenziale” a crescere a livello internazionale. Endeavor offre supporto alle scaleup, quelle imprese che hanno già superato il periodo di startup.

Entrare nel network non è facile. Imprenditori e venture capitalist valutano i candidati e selezionano le aziende in base a strategia di business, potenziale di crescita e qualità personali degli imprenditori.

Ad oggi sono 12 gli imprenditori italiani selezionati, alla guida di 9 imprese. Eccole (in ordine alfabetico):

1. D-Orbit, tecnologie per il posizionamento dei satelliti

Luca Rossettini, 41 anni, di Vicenza, è il fondatore di D-Orbit, la prima startup aerospaziale che ripulisce lo spazio dai vecchi satelliti. Come il suo omonimo Parmitano, fin da bambino sognava di fare l’astronauta. Dopo un dottorato di ricerca, entra nel programma dell’ente spaziale Esa che seleziona 4 piloti. A fine corso, arriva la notizia: “Siamo spiacenti, non ha passato le selezioni: 192° su 10mila candidati”. È un ottimo piazzamento, ma Luca vede infrangersi il suo sogno. Quel momento poteva essere l’epilogo della storia e invece è solo il prologo. Forte della sua esperienza Luca fonda D-Orbit nel 2011, insieme a Renato Panesi. L’impresa oggi ha quattro sedi: in Italia, Stati Uniti e Portogallo. Con i suoi prodotti vuole semplificare le fasi più critiche di ogni missione spaziale. A giugno ha lanciato un satellite in orbita, il D-Sat, con l’obiettivo di riportarlo sulla Terra.

2. Empatica, i device smart che si indossano

Matteo Lai, 35 anni, due lauree in Architettura e un master in Innovation management, è il Ceo di Empatica. Produce e sviluppa i più piccoli e precisi wearable device al mondo per il rilevamento di segnali fisiologici nella vita quotidiana. Ha creato un braccialetto (Embrace) che monitora l’attività del sistema nervoso e avvisa gli operatori sanitari, via smartphone, in caso di crisi epilettiche o neurologiche. Ha raccolto finanziamenti e consensi. Oggi la società conta 36 dipendenti tra Italia e Stati Uniti.

3. Lanieri, l’abito su misura online

Simone Maggi e Riccardo Schiavotto, entrambi ingegneri, 33 e 31 anni, si conoscono a Torino durante un Mba. Creano Lanieri, un sito che consente di creare un abito da uomo su misura e di comprarlo online. La loro scommessa, quella di innovare in un campo tradizionale come quello della sartoria, sembra già vinta: un aumento di fatturato del 200% nel 2016, ordini in crescita del 150% e oltre 50 paesi raggiunti dal servizio.

4. Moneyfarm, la piattaforma per la gestione dei risparmi

«Moneyfarm è una piattaforma che offre al cliente la possibilità di individuare soluzioni di investimento semplici, trasparenti e a basso costo». Paolo Galvani e Giovanni Daprà sono gli ideatori di una delle realtà più interessanti del fintech italiano. Hanno avviato una startup di consulenza finanziaria online per realizzare il sogno di unire finanza e tecnologia. Hanno convinto gli investitori, chiudendo un round record da 16 milioni di euro nel 2016 (dal fondo inglese Cabot Square Capital e United Ventures).

5. Mosaicoon, la piattaforma dei video per il Web

Fondata nel 2010 da Ugo Parodi Giusino, 36 anni, palermitano. Si occupa di produzione e distribuzione di video per il Web. «Sono partito con 10 mila euro, in un seminterrato di due stanze dove ho fondato la mia prima società» ha raccontato a Millionaire. A 18 anni, con i suoi risparmi, ha aperto una piccola casa di produzione video. Nel 2006 ha fondato una web television e nel 2008 ha iniziato a fare le prime campagne pubblicitarie. Fino a Mosaicoon: un marketplace dove i brand trovano i professionisti per fare video pubblicitari. Nel 2016 Mosaicoon è stata premiata come “miglior impresa innovativa in Europa” agli International Business Awards. In sei anni «è diventata la scale-up tecnologica più premiata d’Europa, passando da tre a oltre 100 dipendenti, aprendo 8 sedi in tutto il mondo».

6. Soundreef, la società per i diritti d’autore

A 15 anni montava palchi per i concerti a Roma. A 19 si è traferito a Londra per studiare. Oggi Davide D’Atri, 38 anni, romano, sta rivoluzionando il modo in cui in Italia sono raccolti e distribuiti i diritti d’autore sulla musica. Creando Soundreef, ha rotto il monopolio della Siae. Alla sua piattaforma si sono iscritti Fedez, Nesli, Gigi D’Alessio e molti altri. «Soundreef è una piattaforma che analizza la musica che viene suonata nelle radio delle grandi catene di esercizi e nei concerti, incassa i proventi dagli utilizzatori e li ripartisce tra autori ed editori, secondo criteri di trasparenza e secondo ciò che è stato effettivamente suonato».

7. Supermercato24, la spesa online con consegna a domicilio

Federico Sargenti (ex Amazon) è l’ad di Supermercato24, un portale che permette di fare la spesa online, nei supermercati affiliati, e riceverla a casa in un’ora. Come? «Chiunque può iscriversi al portale, scaricare l’App e diventare un nostro fattorino. Così riusciamo a consegnare in tempi veloci e a offrire un guadagno a chi lavora con noi» ha spiegato a Millionaire l’ideatore Enrico Pandian. Il servizio oggi è attivo in 16 province e oltre 350 comuni. Vanta più di 250mila utenti registrati. Ed effettua in media 500 consegne al giorno.

8. Talent Garden, il network dei coworking

Davide Dattoli, 27 anni e una passione precoce per web e digital. Nel 2011 ha fondato a Brescia il suo primo Talent Garden, uno spazio di coworking per i professionisti del digital. In sei anni Talent Garden è diventato il più grande network di coworking in Europa: 17 sedi in 5 Paesi, un fatturato di 5 milioni di euro (2016). Lo scorso anno ha chiuso un round di investimento da 12 milioni. Un record per il settore. «Vogliamo realizzare il nostro sogno di connettere i talenti più innovativi e brillanti, non solo europei» dice Davide.

9. Xnext, il sistema che identifica i corpi estranei nel cibo

Classe 1961, Bruno Garavelli nel 2003 ha fondato la sua prima startup, un’azienda specializzata nella consulenza per i settori Aerospazio e ICT. Ha partecipato alla missione del satellite italiano Agile, coordinando il team di progetto industriale. Nel 2014 ha fondato Xnext, scale up innovativa con sede a Milano. Il suo prodotto di punta è XSpectra, «il più avanzato sistema di identificazione real-time di corpi estranei e difetti per food processing, manifattura industriale e controlli di sicurezza». L’obiettivo è quello di diventare player mondiale nel mercato dei controlli a raggi X in linea. Per rendere più “puliti” e sicuri cibi, farmaci, viaggi in aereo.

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.